L.E.A.
Il Laboratorio svolge più funzioni: si offre come sede di esperienze educative; costruisce una banca dati sull'ambiente e sulle esperienze educative, utilizzabile dentro e fuori dal Laboratorio stesso; sollecita una ricerca scientifica sul territorio che instaura un rapporto circolare con il Laboratorio
Le attività del L.E.A. sono concretamente organizzate in:
- corsi di formazione professionale per adulti,
- soggiorni educativi per adulti seminari,
- seminari, corsi di aggiornamento e consulenza didattica per insegnanti,
- elaborazione di schede descrittive delle emergenze e delle opportunità formative del territorio e di documentazione delle esperienze educative, fruibili anche attraverso internet,
- attività didattica per studenti,
- turismo scolastico
Il Laboratorio si propone come un lavoro in progresso, quindi suscettibile di arricchirsi con l'ampiamento delle sue attività.
La posizione del LEA è centrale rispetto ad un'area di grande ricchezza ed interesse naturalistico, storico e culturale. Situato infatti in posizione dominante sui rilievi di Gavorrano, il Laboratorio spazia sulle grandi superfici boschive delle colline Metallifere e sui loro contrafforti protesi verso il mare: il promontorio di Piombino e il sistema collinare che dalle Costiere di Scarlino termina a Punta Ala.
In questo estesissimo manto vegetale si snodano una serie di corsi d'acqua a carattere prettamente stagionale, confluenti in tre fiumi principali, Cornia, Pecora, Bruna, che malgrado la portata modesta hanno rappresentato importanti vie di comunicazione tra entroterra e litorale.Infatti paradossalmente l'ambiente inospitale, fino alle bonifiche dell'ultimo secolo, era quello costiero, interessato com'era da estese paludi che impedivano le coltivazioni, ed infestato per secoli dalla malaria; tant'è che l'uomo ha da sempre evitato queste zone prediligendo insediamenti a carattere urbano sui rilievi dell'immediato entroterra. Altrettanto paradossalmente queste aree litorali dopo la bonifica si sono trasformate nelle uniche zone interessate da un trend di sviluppo socio-economico, prima incentrato sull'agricoltura, poi sull'industria, e quindi, solo negli ultimi anni, sul turismo e sull'ambiente.
La grande varietà di ambienti nel raggio di poche decine di chilometri è straordinaria: dagli habitat sub-aridi della costa a quelli appenninici delle Cornate di Gerfalco e sub-alpini dell'Amiata, attraverso paludi, valli fluviali, boschi sempreverdi e decidui. Ambienti trasformati dall'uomo, ma non degradati, un microcosmo ancora in armonia che rende questo territorio una delle mete migliori per un turismo nuovo e più consapevole, lontano dalle folle ed attento alle meraviglie che ci circondano, nonché un luogo ideale dove contribuire, attraverso l'educazione ambientale, alla formazione dei giovani.